INTERVISTA \ Marco Martin, tecnico regionale della scherma: “La scherma è scuola di vita”Versione stampabile


Siamo onorati di pubblicare l'intervista rivolta a Marco Martin tecnico regionale della scherma.

Quanti atleti praticano la disciplina della scherma in carrozzina in regione?

Volevo innanzitutto ringraziare il CIP e il suo Presidente per l’occasione che mi è stata data, ovvero di poter insegnare la scherma in carrozzina e credo che questo possa essere l’inizio di un grande inizio per quanto rigurda la scherma in generale soprattutto quella Friulana! Ringrazio inoltre per quest’intervista che mi darà modo di spiegare in breve quello che poi è la scherma in carrozzina. Purtroppo al momento non ho ancora atleti nella mia sala ma ci stiamo muovendo per riuscire a creare un gruppo di schermidori che possano dare il via a questa grande avventura anche se la strada sarà lunga e difficile.

Lei come si è avvicinato alla disciplina della scherma?

Io sono stato atleta da piccolo grazie alla passione trasmessami da mia madre, a sua volta schermitrice nell’arma della sciabola, e dopo una lunga pausa durata anni ho ricominciato direttamente come tecnico nella mia sala a San Quirino, dove lavoro attualmente ora mai da 5 anni.

Quali sono le principali regole delle scherma?

Per comprendere la scherma forse non basta una vita, posso dire che in base all’arma abbiamo regole diverse quali possono essere il tipo di bersaglio, il modo di maneggiare l’attrezzo sportivo (Fioretto,Spada,Sciabola), abbiamo vari modi per portare la punta, le varie maniere di attaccare, di difendere ma soprattutto la scherma si basa su delle sensazioni, sensazioni che possono essere visive, motorie, sensoriali che tutti abbiamo dentro, sono latenti e che con un buon training posso essere scoperte e messe in pratica in pedana.

Quali sono le principali regole delle scherma in carrozzina?

Sarò brevissimo perchè le regole della scherma in carrozzina sono uguali a quelle della scherma in piedi con la sola differenza che le pedane sono fisse a terra quindi la misura che intercorre tra i due schermidori rimane invariata.

Quali effetti concreti porterà il protocollo d'intesa fra Cip e Federscherma siglato il 3 gennaio scorso?

Credo che questa intesa tra Cip e Fis non possa altro che creare benefici nella scherma sia in piedi che in carrozzina soprattutto per gli atleti, ma darà modo anche a noi tecnici di rimanere sempre aggiornati ad altissimo livello grazie alla grande tradizione schermistica e magistrale che l’Italia vanta. Quindi rimango fiducioso e vedremo in futuro.

Che ruolo ha il tecnico regionale di scherma?

Ha lo stesso ruolo che puo avere ogni istruttore di qualsiasi altra disciplina sportiva, ovvero deve essere qualificato in primis e poi deve saper appassionare il ragazzo/a alla disciplina che insegna, tenendo conto che è uno sport singolo dove si viene a creare una certa sintonia tra atleta e Maestro, dove l’atleta si fiderà al 100x100 del proprio Maestro e soprattutto il ragazzo/a quando sale in pedana sa che è solo e che nella pedana come nella vita deve riuscire a gestire l’assalto al meglio cercando di uscirne vincitore. La scherma è scuola di vita.

Perchè una persona dovrebbe praticare la scherma in carrozzina?

 Perché è uno sport appassionante, emozionante, dove oltre all’allenamento fisico c'è anche quello mentale, molto ragionamento, tattica, prontezza di riflessi, velocità e credo che in una società come la nostra dove i ragazzi vengono bombardati dalla televisione, videogiochi, e stress di ogni genere, soprattutto per una persona che ha subito un grave trauma, questa può essere una soluzione valida per rimanere sempre in forma, mettersi nuovamente in gioco conoscere molte persone e formare un gruppo sempre piu numeroso e forte!

 



07/01/2011

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