DA PECHINO A LONDRA passando per Pordenone Versione stampabile


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24/11/2008

Metti un pomeriggio d’un ormai punzecchiante autunno in una sala Consigliare dove non si da consigli alcuni. Metti un vice presidente Nazionale Cip, Remo Breda, che scioglie le briglie del protocollo e parla agli astanti con entusiasmo e partecipazione. Metti un pubblico numeroso che ascolta e al momento giusto interagisce. Tutti ingredienti di “Da Pechino A Londra passando per Pordenone” congresso organizzato dal CIP Friuli Venezia Giulia e Coni Provinciale con il patrocinio di Provincia e Comune di San Vito al Tagl.to mercoledi 19 novembre 2008. Ad aprire le danze è stata Marinella Ambrosio, Presidente Cip Fvg che, insieme al Presidente Lorenzo Cella, ha ripercorso le tappe, le fatiche, i traguardi raggiunti negli ultimi 4 anni ringraziando ed elogiando gli ingranaggi grazie ai quali il Comitato Paralimpico esiste; le società sportive in primis ma anche i dirigenti, volontari, federazioni sportive e amministrazioni pubbliche. Anche il Presidente Cella s’è detto entusiasta di quello che quattro anni fa era una costola del Coni, cioè il Cip, oggi organismo paritario al Coni e orgoglioso di avere avuto una spedizione di Atleti Olimpici e Paralimpici a Pechino cha ha ottimamente rappresentato la provincia di Pordenone. E’ stata poi la volta dell’Assessore allo Sport del Comune di San Vito al Tagl. Giorgio Romano onorato che Cip e Coni abbiano scelto San Vito per quella giornata di festa e di programmazione dell’avvenire che ha un nome, Londra 2012, futura terra di conquista per chi ha i cinque cerchi olimpici e paralimpici in testa e nei muscoli.. Poi il microfono è passato a Remo Breda che, dopo avere portato i saluti del Presidente Cip Luca Pancalli. impossibilitato ad esserci, ha narrato le linee guida attraverso le quali il Cip si è evoluto negli anni di attività agonistica inserendo nel suo dire curiosi aneddoti dell’ultima trasferta pechinese. Fra gli altri, un messaggio di Breda è passato forte e chiaro: lo Sport è si un mezzo di integrazione ma altrettanto importante è l’impegno che l’atleta disabile deve metterci per essere competitivo. Atleta e, prima, persona disabile, handicappata, diversamente abile o cos’altro per definire chi, per circostanze diverse, è “diverso”? Affrontando questo ed altri temi correlati, la platea ha poi animato il dibattito avendo come punto di riferimento Breda che ha anche illustrato alcune novità come quella della trasformazione, da qui a pochi anni, dei Dipartimenti Cip in Federazioni, iniziando dal DIP 9. Non sono mancate le testimonianze dei Paralimpici, con Pamela Pezzutto medaglia d’argento nel singolo e nel doppio del tennistavolo, esempio di forte volontà, passione, determinazione e speranza anche per tanti altri atleti



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