CIAO MAUROVersione stampabile


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Vorremmo essere qui capaci di trasformare le parole in carezze, i ricordi in presente e continuare a vivere con e dentro Mauro Pettarin, uomo e atleta paralimpico scomparso pochi giorni fa. Non credendo che la penna possa trasformarsi in abbraccio consolatore per quanti lo hanno amato, da terreni scribacchini del quotidiano proviamo a tracciare quel breve ma luminosamente e intenso sorriso di vita che ha saputo dare attraverso i suoi gesti. La sua formazione d’atleta e l’amore per lo sport iniziano tra i banchi di scuola laddove l’educazione fisica non ha rappresentato solo un’ora di svago tra una calcolatrice e un dizionario ma un traino integrativo intriso di sudore e soddisfazioni. Determinazione ed educazione allo sviluppo delle proprie potenzialità hanno costruito le basi per una carriera agonistica che, appena diciottenne, nel 1982 a Bari, lo ha portato sul podio con i primi tre titoli italiani nel lancio del disco, m.100 e 400 piani. Scalata prorompente che sempre nello stesso anno gli è valsa la prima convocazione in azzurro e soprattutto l’indimenticabile partecipazione alle paralimpiadi di NEW YORK dove emerge con il 4° posto nei 100 e lancio peso , 5 ° nei m. 400 piani. Podi mancati, quelli nella Grande Mela, che alla gara internazionale in Ungheria a chiusura del travolgente anno sportivo, diventano 1 oro, 2 argenti e 1 bronzo. Nel 1985 ai mondiali ANVERSA con due quarti posti, 5° 6°, si conferma uno dei migliori lanciatori e velocisti italiani ed europe .

Innumerevoli i suoi titoli italiani e record: Campione italiano nel peso e nel giavellotto dal 1982 al 2008, detiene ancora il record italiano nel lancio del peso conquistato nel 1984! Sempre sotto la guida dell’instancabile Tecnico Gianni SECCO, fedelissimo dell’HANSAF.

Titoli e prestazioni che non fanno clamore ma che hanno dimostrato con l’esempio quante potenzialità sanno esprimere le persone disabili anche nello sport e costruito lentamente ma inesorabilmente il futuro per tanti altri ragazzi con disabilità fisiche, seminato speranza, aperto porte con federazioni ed enti sportivi collaborando con ottimismo e generosità indimenticabili.

Come non fa clamore l’operato lungimirante dell’ANSHAF TS che ha saputo fin da subito includere i propri atleti, come MAURO, con naturalezza, in tutti gli ambiti sportivi quasi a scomparire dietro le quinte, pur di fare dell’esperienza sportiva, una vera e utile scuola di vita per ogni suo atleta, persone capaci di reagire, di esprimersi sempre al meglio e di vivere con pienezza il proprio percorso.

Avremmo tanto voluto vederlo all’opera nel suo nuovo ruolo assieme ai tanti Giudici di Gara FIDAL che lo hanno apprezzato e adottato da sempre, nelle imminenti manifestazioni di atletica della nuova stagione sportiva, alternando la divisa “ GGG” a quella della sua amata “ANSHAF”.

Il minimo che possiamo fare è raccogliere la sua eredità, far in modo che la sua mancanza sia ogni giorno rivestita dal suo sorriso cordiale e luminoso, un suo ennesimo contributo per aiutarci a procedere con coraggio.



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