HOCKEY IN CARROZZINA – I Madracs si aggiudicano il quarto di finale di Coppa ItaliaVersione stampabile


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Pasian di Prato, 1 ottobre 2017 - Il quarto di finale di Coppa Italia contro i Magic Torino è stato un evento denso di prime volte per i Madracs. Per la prima volta in campo con l'obiettivo di centrare le Final Four. Per la prima volta con le nuove divise. Per la prima volta ufficialmente sotto l'egida del naming sponsor Alma, che ha deciso di legare il proprio nome a quello della squadra friulana, credendo pionieristicamente nel progetto verdenero.

Tante emozioni nuove quindi da gestire da parte di uno staff consapevole che un gruppo composto per metà da giovanissimi va tenuto al riparo dalle perturbazioni esterne. Perturbazioni che nel prepartita si sono abbattute come un uragano tropicale nello spogliatoio di coach Minigutti. La capitano, Benedetta de Cecco, deve all'ultimo istante rinunciare alla partita per motivi di salute e farsi accompagnare in ospedale. Con i lungodegenti Moro e Cosatto ancora fuori la panchina si è ridotta a soli 2 elementi. L’allerta sale al livello massimo quando nei controlli pre partita le carrozzine sembrano stregate. Fortunatamente il tocco dei meccanici societari è miracoloso e finalmente la partita può avere inizio, di fronte al solito, spettacolare pubblico di casa.

La prima occasione della partita capita sulla stecca del numero 11 friulano, Samuele Marcon, che non riesce a girare in porta un assist al bacio di Comino. I Madracs hanno un motore diesel, hanno sempre bisogno di qualche minuto per scaldare il proprio cuore e a causa di questo classico avvio incerto il Torino riesci a passare con Tolla. L'attacco fatica parecchio a trovare spazi, la squadra resta a galla solo grazie al prodigioso portiere Bercaru, capitano di giornata, che, dopo essere stato votato miglior estremo difensore degli ultimi play-off, vuole attirare l'attenzione dei CT della Nazionale. Con il passare dei minuti la temperatura inizia a salire, l'uragano attenua la sua forza e il solito Claudio “Divin” Comino apre uno squarcio nella difesa piemontese riportando la partita in pareggio. Sbuca il sole su Pasian.

Nel secondo quarto fuori Marcon e spazio a Masoli. Nessun gol ma i Madracs dimostrano più consapevolezza e vanno all'intervallo lungo difendendo con tranquillità il pareggio.

L'allenatore bunkerizza la squadra nello spogliatoio per discutere della faccenda. Tante le cose che non hanno funzionato, molte di queste di pronta soluzione.

Infatti nel terzo quarto il cuore diesel trova i suoi giri. Con gli stick che chiudono con la giusta cattiveria e con tempismo la coppia gol Comino-Masoli si sente libera di alzare i ritmi e prende il toro per le corna: 3 a 1. Gli allenatori richiamano Masoli in panchina subito dopo il gol. Il ragazzo è esuberante in campo ma non è ancora il momento di strafare. Idolo del pubblico si prende la standing ovation. Il meglio però deve ancora arrivare.

A cavallo tra terzo e quarto periodo la coppia d'attacco friulana è formata di nuovo da Comino e dal più tatticamente educato Marcon, che aiuta con mestiere la difesa e chiude le porte a un ritorno torinista. Mancano soltanto 5 minuti alla fine. Rientra in campo “Dieguito” Masoli, che se gestito correttamente si dimostra un potenziale fenomeno. Delirio totale quando si inventa un tunnel in velocità fra la mazza e la carrozzina di un avversario 5 volte più grosso di lui. Poi contropiede e 4-1, applausi. Accorciano i Magic sul 4 a 2 ma Comino, con la sua esperienza internazionale ed il suo controllo palla calamitato, fa si che i compagni continuino a giocare in tranquillità. Poi di nuovo il Pala Vecchiato per un istante ritorna ad essere la “bombonera” dell'italo-argentino Masoli che si invola sulla fascia sinistra dritto verso la porta avversaria. Torino per salvarsi evoca l'aiuto di Trenitalia che invia un Frecciargento diretto sul fianco dell'attaccante verdenero. Espulsione temporanea sacrosanta e a questo punto, con la partita in ghiaccio, il buon Comino si inventa un paio di cosette. Dopo qualche tentativo trova un bel varco in cui infilare il proprio tiro che si insacca alle spalle del portiere grazie alla deviazione decisiva della compagna Burtone. Insomma se anche gli stick vanno in gol è proprio ora di festeggiare. Difatti con la testa già al rinfresco e alla semifinale c'è spazio per un ultimo piccolo regalo agli ospiti che possono migliorare il proprio score.

Al fischio finale il tabellone dice 5 a 3 per gli Alma Madracs Udine che, grazie anche al supporto vitale degli sponsor, sembrano proprio voler mettere la freccia per diventare qualcosa di grande.

In realtà ora inizia la salita ma la squadra è ben fornita di ruote e motori nuovi.

Madracs Udine

Foto di/con Madracs Udine 

 



03/10/2017

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