CICLISMO\ ORLANDO RUSALEN cattura il Mortirolo in BrailleVersione stampabile


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La scalata al Mortirolo (1.852 m) per ORLANDO RUSALEN, atleta non vedente pordenonese, è iniziata con un pieno di Spirito per mezzo della benedizione che lui, ed il gruppo di 5 paralimpici che hanno tentato l'impresa, hanno avuto del parroco di Tovo Spirito accompagnato da un riscaldamento di mezzora d'orologio, raggiungendo l’abitato di Mazzo di Valtellina (m. 552), prima di iniziare a mettere le ruote del suo tandem in estrema pendenza. Iniziava così l'adrenalinica sfida avente per Credo abnegazione, volontà e amore per la disciplina del ciclismo. La vita, in quella strada, andava duramente in su, con pendenze che sfioravano il 20%, quasi da togliere il respiro a Orlando. Ma egli ha danzato sapientemente fra pedali e sella fin dal terzo chilometro, domando il suo tandem al quarto, quando esso, causa rapporti inadatti all'arrampicata tubolare verso la vetta, mulinava a vuoto senza mietere metri nella via del successo. Il risucchio indietro sferzava le gambe d'Orlando che non si è arreso nemmeno al quarto dei 12,4km totali quando ha dovuto accondiscendere al terreno e cambiare la ruota posteriore con una ruota da strada e adottare un cambio 11/25. Il monte aveva calato l'asso della sua asprezza e rigidità. E stava per presentare il conto appena usciti dal centro di Mazzo dove l'inclinazione avrebbe portato a toccare il cielo con le gambe. Da dopo la località San Matè tutto sembra guardare dal basso verso l'alto e l'anima si fa rarefatta in quei poco meno di 6 km in cui si passa dagli 816 metri di altitudine ai 1557, a tratti con pendenze quasi impossibili per un tandem con un rapporto che invece d'accarezzare schiaffeggiava la strada, con la velocità che sembrava ovattata fra le nuvole e non superava i 9km orari. Non mollare. Più che scritta nella strada era urlato dai compagni di Orlando. E questa incitazione bevve dalla sua borraccia, trovandoci dentro una sostanza che sempre sfugge ai controlli antidoping. Il sano orgoglio. Eccolo lì, sta per arrivare. Superate da poco le località Rela, Pra Beton e Termen, nemmeno a metà strada, si affronta il muro più ripido di tutta la salita del 20%. E giunti nella località Piaz (1445 m.) in prossimità di un tornante, vi è il monumento alla memoria di Marco Pantani e della sua grande impresa del 1994, dove Orlando, da grande uomo di sport, ha messo per alcuni istanti da parte la sua di impresa per rendere omaggio al Pirata. Ancora qualche chilometro, fatto d'ampi ma non impegnativi tornanti, pendenza 8-9%, separava ormai l'Orlando dalla conquista del Mortirolo. Conta alla rovescia che il pordenonese iniziò a fare dal settimo tornante. E quando fu lassù, 1.852 m, l'integrazione scattò sull'attenti.


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18/09/2012

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