INTERVISTA\ BEATRICE CAL, pedalando con fretta di arrivare ai traguardi della vitaVersione stampabile


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Una campionessa in erba. Questo è BEATRICE CAL, ciclista non vedente che da poco più di un anno prende l'andare in bicicletta molto più seriamente di una semplice sgambettata e d'un attraversare il mondo con l'ausilio di occhi altrui. E i risultati si sono iniziati a vedere con le recenti ottime prestazione alla Piacenza Paracycling Cup . Beatrice ci ha concesso questa bella intervista.

Da quanto tempo fai ciclismo?

Ho iniziato a prendere seriamente il ciclismo da più di un anno, da quando dovevo allenarmi per partecipare ai campionati italiani di Treviso. La cosa è iniziata così per caso, Marinella Ambrosio e Patrizia Spadaccini mi hanno chiesto di gareggiare tanto per fare numero e sono arrivata terza con Annamaria Scafetta che ringrazio ancora. Un particolare ringraziamento anche a Lucia Pizzolotto per avermi sempre sopportato e supportato nella maggior parte delle gare che ho fatto, anche se dice di essere un po’ “vecchia” per fare la guida.

Com'è nata questa passione per tale disciplina?

Andare in bici mi è sempre piaciuto fin da bambina: andavo in tandem con mio papà da quando avevo 7 anni e prima stavo sul portapacchi! La sensazione dell’aria sulla faccia quando si corre è unica! Inoltre questo sport mi permette di fare movimento e stare all’aria aperta. Allenarsi seriamente per fare agonismo è faticoso, ma da tante soddisfazioni!

Che tipo di allenamento svolgi?

Mi alleno in tandem con mio padre quando ho tempo, in base agli impegni scolastici. Finita la scuola i miei allenamenti sono un po’ più regolari, faccio 50km circa al giorno. Sono contenta, perché 2 anni fa non sarei mai riuscita a percorrere tale distanza.

Raccontaci la tua gara di Piacenza?

Ero la più giovane fra tutti i 240 partecipanti e Lucia era la guida più anziana per i tandem. è stato affascinante gareggiare assieme a molti atleti provenienti da varie parti del mondo! Spero che organizzino ancora manifestazioni del genere, poiché ci permettono di socializzare ma anche di confrontarci (in tutti i sensi). Da questa gara ho infatti capito che devo cercare di allenarmi un po’ di più.

Recentemente, sulla stampa locale, hai scritto degli articoli per fare comprendere il diritto allo sport delle persone disabili e la difficoltà di trovare delle guide per il tandem di atleti non vedenti. Hanno sortito qualche effetto gli articoli?

No, fino ad ora non mi ha contattato nessun volontario, non so se è così anche per gli altri. Spero che qualcuno si faccia avanti, c’è sempre bisogno di guide: non solo per me, anche per altri. Spero infatti che da quanto ho scritto possano trarre beneficio anche altre persone che cercano guide come me, ma anche che chi li ha letti abbia compreso meglio come anche noi non vedenti riusciamo ad andare in bicicletta se qualcuno ci accompagna.

Che caratteristiche deve avere una guida del tandem per atleti non vedenti?

Assolutamente nessuna! Logicamente se l’atleta vuole fare agonismo è necessario che anche la guida sia almeno un po’ allenata, altrimenti se lo scopo è solo andare a fare un giretto tranquillo in bici basta saper guidare una bicicletta. Guidare il tandem è un po’ diverso, perché è una bici un po’ più lunga, però da quanto ho sempre sentito dire non è difficile una volta che si prende mano

Impianti sportivi e accessibilità. Secondo la tua esperienza, sono accessibili?

Sinceramente non lo so, io in genere mi alleno per la strada. Sono andata due volte solo in pista, una volta al velodromo di Pordenone e di recente al velodromo di Portogruaro. l’unica accortezza che devo avere quando vado nei velodromi sta nel porre attenzione che i pedali non tocchino la pista, perché non ho utilizzato un tandem da pista, bensì uno da corsa normale.

Aspirazioni agonistiche di Beatrice?

Divertirmi, partecipare alle gare e dare il meglio!

La Beatrice non sportiva che hobby o passioni ha?

Se non facessi bici starei tutto il giorno davanti al computer, che utilizzo sia a scuola per prendere appunti, sia a casa per fare i compiti e per il tempo libero quando ne ho. Prima di fare ciclismo suonavo la batteria, ma poi con dispiacere ho deciso di non frequentare più lezioni di musica a causa della mancanza di tempo.

C'è un'atleta paralimpico che andrà alle paralimpiadi di Londra e che seguirai con particolare attenzione?

Per il ciclismo seguirò con attenzione Alex Zanardi, che ho incontrato in diverse gare e che nonostante la sua notorietà è sempre rimasto terra terra. Penso che sia una brava persona e perciò spero che riesca a vincere queste olimpiadi. Tiferò anche per gli atleti della nostra zona Pittacolo e Tarlao. Per il confronto presterò attenzione ai risultati dei tandem delle tedesche e delle francesi, visto che le ho incontrate in gara e che sono molto simpatiche.

In Foto: BEATRICE CAL



08/06/2012

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